Più conti correnti aziendali: perché averli e come seguirli
Fido, POS, mutuo, tutela dei depositi: perché si hanno più conti correnti, quanto costano di bollo e come seguirli senza contare due volte i giroconti.
28 ottobre 2026
Avere più conti correnti aziendali è normale per una PMI: uno lo apri per il fido, uno arriva con il mutuo o con il POS, un altro serve a non dipendere da una sola banca. Ogni conto però ha un costo, almeno 100 euro l'anno di imposta di bollo se è intestato a una società, e ogni conto in più è un home banking in più da aprire per sapere quanti soldi hai. Per tenerli sotto controllo devi guardarli insieme, in un posto solo, e trattare gli spostamenti di denaro tra un conto e l'altro come giroconti, che non sono né entrate né uscite.
Perché un'azienda finisce con più conti
Quasi nessuno decide a tavolino di aprire tre conti. Ci si arriva un rapporto alla volta.
Il motivo più comune è il fido. La banca che ti concede un affidamento lo lega a un conto aperto da lei, e di solito si aspetta di vedere passare di lì una parte del tuo lavoro. Se chiedi un secondo fido a un'altra banca, apri un secondo conto.
Il mutuo o il finanziamento funziona allo stesso modo: la rata si addebita sul conto della banca che ti ha prestato i soldi, e su quel conto deve esserci la liquidità per pagarla a ogni scadenza.
Il POS spesso arriva insieme al conto. Il gestore accredita gli incassi con carta su un conto preciso, che non sempre è quello da cui paghi i fornitori.
C'è poi una scelta di prudenza: avere rapporti con banche diverse. Se una banca riduce il fido, cambia le condizioni o ha un guasto proprio il giorno degli stipendi, con un secondo conto già aperto hai un'alternativa pronta. Alcune aziende, infine, separano i conti per scopo: uno per incassi e fornitori, uno dove mettere da parte i soldi delle imposte o della tredicesima, per non spendere denaro che è già impegnato.
La tutela dei depositi: il limite di 100.000 euro
Se tieni molta liquidità, c'è un motivo in più per dividerla. In Italia i depositi bancari sono protetti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e, per le banche di credito cooperativo, dal Fondo di garanzia dei depositanti del Credito Cooperativo. Se una banca viene messa in liquidazione, il fondo rimborsa i depositi fino a 100.000 euro per depositante e per banca, entro sette giorni lavorativi e senza bisogno di fare domanda.
La garanzia copre anche le società, oltre alle persone fisiche. Per un'azienda contano due regole:
- i conti nella stessa banca si sommano: con 60.000 euro su un conto e 80.000 su un altro della stessa banca, la garanzia copre 100.000 euro, non 140.000;
- i conti in banche diverse sono garantiti ciascuno fino a 100.000 euro.
Per una PMI che accantona somme importanti, per esempio per le imposte o per un investimento, distribuire la liquidità tra banche diverse aumenta la parte protetta. Le regole complete sono sul sito del FITD e nelle pagine della Banca d'Italia sulla tutela dei depositi.
Quanto costa ogni conto in più
Ogni conto ha i suoi costi: il canone, le commissioni sui bonifici, il servizio di home banking per le imprese, il POS se c'è. A questi si aggiunge l'imposta di bollo sugli estratti conto, che non dipende dalla banca ma dalla legge.
Per i conti intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche, quindi società di persone, srl e spa, il bollo è di 100 euro l'anno per ogni conto. Non c'è la soglia di esenzione prevista per le persone fisiche, e l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che l'imposta si paga finché il conto resta aperto, anche quando il saldo è più basso dell'imposta. La banca la addebita in proporzione ai giorni di ogni estratto conto. Se invece il conto è intestato a una ditta individuale, si applica l'importo delle persone fisiche, 34,20 euro l'anno.
Tre conti intestati a una srl costano quindi 300 euro l'anno solo di bollo, prima di qualsiasi commissione. Conviene chiudere i conti che non usi più: quello aperto anni fa per un finanziamento ormai estinto continua a costare finché resta aperto.
Come tenerli sotto controllo
Con più conti la difficoltà maggiore è sapere, in un colpo d'occhio, quanti soldi ha l'azienda. Per saperlo entri in ogni home banking, ti segni i saldi e li sommi, e nel frattempo qualcosa è già cambiato.
Qualche regola pratica aiuta.
- Tieni tutti i saldi in un posto solo. Un foglio aggiornato ogni lunedì è già meglio di niente. Con l'open banking i movimenti di banche diverse arrivano da soli in un'unica vista, in sola lettura.
- Usa le stesse categorie su tutti i conti. Se l'affitto esce da un conto e gli stipendi da un altro, per sapere quanto spendi in un mese devi leggerli insieme, con le stesse voci.
- Quando sommi i saldi, tieni il fido a parte: è denaro della banca. La differenza è spiegata nell'articolo su saldo contabile e saldo disponibile.
- Decidi da quale conto escono rate, stipendi e F24, e tieni lì quanto serve prima di ogni scadenza. Così eviti la rata respinta su un conto vuoto mentre l'altro è pieno.
I giroconti non sono né entrate né uscite
Con più conti nascono i giroconti. Sposti 5.000 euro dal conto della banca A a quello della banca B per coprire una rata: sull'estratto della banca A vedi un'uscita di 5.000 euro, su quello della banca B un'entrata di 5.000 euro. Per l'azienda non è cambiato niente, i soldi sono gli stessi in un altro posto.
Il guaio arriva quando sommi le entrate e le uscite di tutti i conti per capire com'è andato il mese. Se non riconosci i giroconti, gonfi entrambe le colonne. Il saldo finale torna, perché entrata e uscita si annullano, ma i totali sono sbagliati: sembra che tu abbia incassato e speso più del vero, e ogni analisi per categoria ne esce falsata.
Un giroconto si riconosce perché ha lo stesso importo in uscita su un conto e in entrata su un altro, lo stesso giorno o a un giorno di distanza, e perché chi paga e chi riceve sono la tua stessa azienda. Nella prima nota va segnato come giroconto, senza una categoria di costo o di ricavo.
Lo stesso vale per l'addebito mensile della carta di credito aziendale, se le singole spese le hai già registrate. In quel caso l'addebito in banca sposta denaro dal conto alla carta per pagare spese già contate, come spieghiamo nell'articolo sulle spese con la carta di credito aziendale.
Come ti aiuta Aurea
Aurea collega i conti di banche diverse tramite un servizio bancario autorizzato, in sola lettura, e aggiorna saldi e movimenti più volte al giorno in un'unica vista. Se un conto non si può collegare, importi l'estratto conto. Quando una banca smette di mandare i dati, Aurea te lo segnala, e l'addebito mensile delle carte di credito non viene contato due volte. Come funziona lo trovi nella pagina sui conti correnti aziendali.
