Saldo contabile e saldo disponibile: che differenza c'è
Il saldo contabile conta solo le operazioni registrate, quello disponibile anche quelle in corso e il fido. Cosa c'è in mezzo e quale guardare per pagare.
28 ottobre 2026
Il saldo contabile è la somma delle operazioni che la banca ha già registrato sul conto. Il saldo disponibile è quanto puoi usare in questo momento: comprende anche le operazioni già fatte ma non ancora registrate e, se ce l'hai, il fido. Sono le definizioni della Banca d'Italia, e spiegano perché nell'home banking vedi spesso due cifre diverse per lo stesso conto. Per decidere se puoi permetterti un pagamento si parte dal disponibile, con due correzioni che trovi in fondo all'articolo.
Un esempio con i numeri
Il conto della tua azienda ha un saldo contabile di 12.000 euro. Ieri hai pagato con la carta di debito aziendale un pieno di gasolio da 150 euro, e stamattina hai disposto un bonifico da 2.000 euro a un fornitore. La banca non ha ancora registrato nessuna delle due operazioni, quindi il saldo contabile resta fermo a 12.000. Il disponibile invece le toglie subito: 12.000 meno 2.150 fa 9.850 euro.
Ora aggiungi un fido di 10.000 euro. Il disponibile sale a 19.850 euro, perché la banca ti lascia spendere anche quella somma. Però 10.000 di quei 19.850 euro sono un prestito, e se li usi paghi gli interessi.
Lo stesso conto, nello stesso istante, mostra quindi tre numeri: 12.000, 9.850 e 19.850. Sono tutti giusti, rispondono a domande diverse.
Cosa c'è in mezzo tra i due saldi
La distanza tra contabile e disponibile è fatta di operazioni a metà strada. In un'azienda quelle che incontri più spesso sono cinque.
Pagamenti con carta di debito. Quando paghi con il bancomat o con la carta di debito aziendale, la banca prenota subito l'importo, che sparisce dal disponibile. Nel contabile entra qualche giorno dopo, quando l'operazione viene registrata. Le spese con la carta di credito seguono un'altra strada: non toccano il conto fino all'addebito mensile, come spieghiamo nell'articolo sulle spese con la carta di credito aziendale.
Incassi con il POS. Le vendite che i clienti pagano con la carta non arrivano sul conto il giorno stesso. Le accredita il gestore del POS, con i tempi previsti dal tuo contratto, e fino ad allora non compaiono in nessuno dei due saldi. Se a fine giornata fai la somma degli scontrini pagati con carta, ricordati che quei soldi non sono ancora in banca.
Bonifici. Un bonifico ordinario in euro arriva alla banca di chi lo riceve entro la fine della giornata lavorativa successiva all'ordine, come prevede la legge sui servizi di pagamento (D.Lgs. 11/2010, art. 20). Il bonifico istantaneo arriva in meno di dieci secondi, a qualsiasi ora. I bonifici che disponi tu escono dal disponibile appena li confermi, anche se la banca li registra più tardi.
Assegni. Se versi un assegno bancario o circolare di una banca italiana, la legge ti garantisce la disponibilità della somma entro quattro giorni lavorativi dal versamento (art. 120 del Testo unico bancario). Fino a quel momento l'importo può comparire sul conto senza che tu possa usarlo, e se l'assegno non viene pagato la banca riaddebita la somma.
Fido. È l'unica voce che non è un'operazione in corso: è denaro che la banca ti presta e che si somma al disponibile. Per questo, con un fido, il disponibile può essere molto più alto del contabile anche quando sul conto non c'è un euro tuo.
Data contabile, data disponibile e data valuta
Accanto a ogni movimento l'estratto conto riporta di solito due date, a volte tre. La Banca d'Italia le definisce così:
- la data contabile è il giorno in cui la banca registra l'operazione;
- la data disponibile è il giorno da cui puoi usare il denaro accreditato per pagamenti e prelievi;
- la data valuta è il giorno da cui una somma comincia a produrre interessi, se è un accredito, o smette di produrli, se è un addebito.
Se il conto è sempre in attivo, la data valuta conta poco. Diventa importante quando usi il fido, perché gli interessi si calcolano sul saldo ordinato per data valuta, che la Banca d'Italia chiama saldo per valuta o saldo liquido. Un incasso registrato oggi con valuta tre giorni dopo vuol dire tre giorni in più di interessi sulla parte di fido che stai usando.
Per gli assegni la legge fissa le valute massime. Se l'assegno è della tua stessa banca, la valuta è il giorno del versamento. Per un assegno circolare di un'altra banca italiana è il giorno lavorativo successivo, per un assegno bancario di un'altra banca il terzo giorno lavorativo dopo il versamento. Se sull'estratto vedi valute più lunghe, chiedi spiegazioni alla filiale.
Quale saldo guardare prima di pagare
Se la domanda è "la banca eseguirà questo bonifico oggi$1", la risposta sta nel saldo disponibile. Se la domanda è "posso permettermi di pagare questa fattura$2", il disponibile da solo ti inganna in due modi.
Il primo è il fido. Il disponibile lo conta come se fosse denaro tuo. Prima di decidere un pagamento togli il fido dal disponibile: quello che resta sono i soldi dell'azienda, il resto è un debito che costa interessi.
Il secondo è il calendario. Il disponibile fotografa il conto adesso e non sa niente degli stipendi di fine mese o dell'F24 che scade la settimana prossima. Un pagamento che oggi ci sta può lasciarti scoperto fra tre giorni, quando escono le uscite che avevi già in programma.
Il controllo giusto quindi è questo: saldo disponibile, meno il fido, meno le uscite certe dei prossimi giorni, più gli incassi davvero sicuri. È il ragionamento di una previsione di cassa, spiegato nella guida al cash flow, e con un cashflow previsionale lo vedi su un orizzonte di settimane invece che di giorni.
Se hai conti in più banche il conto va fatto sul totale, e di solito è lì che si perde tempo: un home banking per volta, saldi copiati su un foglio, somme a mano. Ne parliamo nell'articolo su come gestire più conti correnti aziendali.
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