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F24 pagato in ritardo: sanzioni e ravvedimento operoso nel 2026

F24 pagato in ritardo$1 Con il ravvedimento operoso paghi imposta, interessi all'1,6% e una sanzione ridotta: le percentuali in vigore e un esempio.

28 ottobre 2026

Se hai pagato un F24 in ritardo, o non l'hai pagato affatto, puoi rimediare da solo con il ravvedimento operoso: versi l'imposta, gli interessi al tasso legale, che nel 2026 è l'1,6% annuo, e una sanzione ridotta che cresce con i giorni di ritardo. Per i versamenti scaduti dal 1° settembre 2024 la sanzione piena è il 25%, ma con il ravvedimento si scende molto: entro 15 giorni paghi circa lo 0,083% per ogni giorno di ritardo, entro 30 giorni l'1,25%, entro 90 giorni circa l'1,39%.

Cos'è il ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso (articolo 13 del D.Lgs. 472/1997) è la possibilità di correggere da solo un errore o un'omissione fiscale prima che lo faccia l'Agenzia, pagando sanzioni molto più basse di quelle piene. Vale per i versamenti saltati o fatti in ritardo, ma anche per altri errori, come una comunicazione mandata tardi.

Per un F24 non pagato funziona così: paghi nello stesso momento tre cose.

  • l'imposta che non avevi versato;
  • gli interessi, calcolati al tasso legale giorno per giorno, dalla scadenza al giorno in cui paghi;
  • la sanzione ridotta, che dipende da quanto tempo è passato.

Se ne manca una, il ravvedimento resta incompleto. Le regole descritte qui sono quelle del D.Lgs. 87/2024, che si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024.

Da quanto si parte: la sanzione per omesso versamento

La sanzione piena per un'imposta non versata alla scadenza è il 25% dell'importo non pagato (articolo 13 del D.Lgs. 471/1997). La legge la riduce già da sola quando il ritardo è breve:

  • se paghi entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione scende alla metà, cioè il 12,5%;
  • se paghi entro 15 giorni, quel 12,5% si riduce ancora a un quindicesimo per ogni giorno di ritardo.

Su queste cifre si applicano poi le riduzioni del ravvedimento.

Le riduzioni del ravvedimento

Per i versamenti omessi la riduzione dipende da quando paghi:

  • entro 30 giorni dalla scadenza: un decimo della sanzione;
  • entro 90 giorni: un nono;
  • entro la scadenza della dichiarazione relativa all'anno in cui hai saltato il pagamento: un ottavo;
  • oltre quella scadenza: un settimo.

Mettendo insieme le due cose, ecco quanto costa la sanzione in percentuale sull'imposta non versata:

Quando paghiSanzione di partenzaRiduzioneSanzione da pagare
Dal 1° al 15° giorno12,5% diviso 15, per ogni giorno1/100,083% per giorno di ritardo
Dal 16° al 30° giorno12,5%1/101,25%
Dal 31° al 90° giorno12,5%1/91,39% circa
Dal 91° giorno alla scadenza della dichiarazione25%1/83,125%
Dopo la scadenza della dichiarazione25%1/73,57% circa

Se l'Agenzia ha già avviato un controllo e ti ha mandato uno schema di atto o un verbale, ci sono riduzioni diverse e meno vantaggiose. In quel caso il calcolo fallo fare al commercialista.

Gli interessi: l'1,6% nel 2026

Gli interessi si calcolano al tasso legale, giorno per giorno. Dal 1° gennaio 2026 il tasso è l'1,6% annuo, fissato dal decreto del Ministero dell'Economia del 10 dicembre 2025 (Gazzetta Ufficiale n. 289 del 13 dicembre 2025). Nel 2025 era il 2%: se il ritardo si allunga su più anni, ogni periodo si conta con il tasso del suo anno.

Il calcolo è: imposta × tasso × giorni di ritardo / 365.

Un esempio con i numeri

Sei un'impresa con IVA mensile. L'IVA di maggio 2026, 5.000 euro, scadeva martedì 16 giugno 2026 e non l'hai pagata. Ecco quanto ti costa a seconda di quando rimedi.

Paghi venerdì 26 giugno, con 10 giorni di ritardo.

  • Sanzione: 12,5% × 10/15 = 8,33%; ridotta a un decimo, 0,833%. Su 5.000 euro fanno 41,67 euro.
  • Interessi: 5.000 × 1,6% × 10/365 = 2,19 euro.
  • Totale: 5.000 + 41,67 + 2,19 = 5.043,86 euro.

Paghi venerdì 31 luglio, con 45 giorni di ritardo.

  • Sanzione: 12,5% ridotto a un nono, 1,389%: 69,44 euro.
  • Interessi: 5.000 × 1,6% × 45/365 = 9,86 euro.
  • Totale: 5.079,30 euro.

Paghi mercoledì 16 dicembre, con 183 giorni di ritardo. Sei oltre i 90 giorni ma prima della scadenza della dichiarazione IVA relativa al 2026, che si presenta nel 2027.

  • Sanzione: 25% ridotto a un ottavo, 3,125%: 156,25 euro.
  • Interessi: 5.000 × 1,6% × 183/365 = 40,11 euro.
  • Totale: 5.196,36 euro.

I codici tributo per l'IVA

Nell'F24 di ravvedimento ogni voce va su una riga a sé. Per l'IVA:

  • l'imposta con il suo codice ordinario, per esempio 6005 per l'IVA mensile di maggio, con anno di riferimento 2026;
  • la sanzione con il codice 8904 (sanzione pecuniaria IVA);
  • gli interessi con il codice 1991 (interessi sul ravvedimento IVA).

Per ritenute, imposte sui redditi e IRAP i codici di sanzioni e interessi sono diversi: li trovi con la ricerca dei codici tributo sul sito dell'Agenzia, oppure te li indica il commercialista. Il pagamento segue le regole di ogni F24, spiegate nell'articolo su come pagare l'F24 online.

Quando non puoi più ravvederti

Per le imposte gestite dall'Agenzia delle Entrate il ravvedimento resta possibile anche durante una verifica. Si chiude invece quando ti viene notificato un atto di liquidazione o di accertamento, compresi gli avvisi che arrivano dai controlli automatici delle dichiarazioni (quelli che molti chiamano avvisi bonari). Da lì in poi valgono altre regole, con riduzioni proprie: meglio farsi seguire dal commercialista.

Dal 1° gennaio 2027 le norme su sanzioni e ravvedimento confluiscono nel nuovo testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024). Se rimedi a un ritardo nel 2027, fai confermare le percentuali al commercialista.

Come evitare il prossimo ritardo

Spesso un ritardo nasce da una svista: una scadenza dimenticata, un addebito non andato a buon fine perché il conto era vuoto quel giorno, un F24 che pensavi pagasse lo studio. Tre abitudini aiutano:

  • tenere le scadenze fiscali nello stesso scadenzario dei fornitori, così le vedi in fila con le altre uscite;
  • controllare qualche giorno prima che il conto da cui parte l'addebito abbia i fondi;
  • verificare dopo la scadenza che la quietanza ci sia davvero.

Se liquidi l'IVA ogni tre mesi, le date da segnare sono nell'articolo sulla liquidazione IVA trimestrale.

Come ti aiuta Aurea

Aurea recupera dal cassetto fiscale le quietanze degli F24, così vedi subito se un versamento risulta pagato, e prepara il file F24 pronto per l'invio. Con i conti collegati vedi il saldo aggiornato prima dell'addebito. I dettagli sono nella pagina sull'F24.