Liquidazione IVA trimestrale: chi può farla, scadenze e codici
Liquidazione IVA trimestrale o mensile: le soglie per sceglierla, l'1% in più, le scadenze dei versamenti, l'acconto di dicembre, i codici e la LIPE.
28 ottobre 2026
La liquidazione IVA trimestrale si può scegliere se nell'anno precedente il volume d'affari non ha superato 500.000 euro per chi presta servizi o fa il professionista, oppure 800.000 euro per le altre attività. Chi la sceglie fa i conti dell'IVA ogni tre mesi invece che ogni mese e la versa entro il 16 maggio, il 20 agosto e il 16 novembre, aggiungendo l'1% di interessi. Il quarto trimestre si paga col saldo annuale, entro il 16 marzo. A dicembre c'è l'acconto, e ogni trimestre si manda all'Agenzia la comunicazione delle liquidazioni, la LIPE.
Cos'è la liquidazione IVA
Liquidare l'IVA vuol dire fare la differenza tra l'IVA delle tue vendite, che hai incassato dai clienti, e l'IVA detraibile dei tuoi acquisti, che hai pagato ai fornitori. Se la prima è più alta, la differenza va versata con l'F24. Se è più alta la seconda, hai un credito che passa al periodo successivo.
La regola di base è la liquidazione mensile: entro il 16 di ogni mese versi l'IVA del mese prima, con i codici tributo da 6001 (gennaio) a 6012 (dicembre). La trimestrale è un'opzione per le attività più piccole. Il calendario completo degli altri appuntamenti è nell'articolo sulle scadenze fiscali di una PMI.
Chi può scegliere la trimestrale
Le soglie valgono per il volume d'affari dell'anno solare precedente: per stare trimestrale nel 2026 conta quello del 2025.
- 500.000 euro per le imprese di servizi e per i professionisti;
- 800.000 euro per le imprese che fanno altre attività, per esempio commercio o produzione.
Se fai sia servizi sia altre attività e non tieni separati i corrispettivi, si applica il limite di 800.000 euro a tutto. Conta il volume d'affari, cioè quanto hai fatturato ai fini IVA nell'anno, e non i ricavi del bilancio: le due cifre possono essere diverse.
L'opzione si esercita con i fatti, cioè liquidando e versando ogni trimestre, e si comunica nella prima dichiarazione IVA annuale successiva, nel quadro VO. Vale almeno un anno e resta valida finché non la revochi, purché tu resti sotto la soglia. Se la superi, dall'anno successivo torni mensile.
C'è poi un gruppo di trimestrali speciali che liquidano ogni tre mesi a prescindere dal volume d'affari e senza l'1% di interessi: distributori di carburante, autotrasportatori per conto terzi, alcuni esercenti di servizi al pubblico e chi esercita professioni sanitarie. Per loro il quarto trimestre si versa entro il 16 febbraio.
La maggiorazione dell'1%
Chi è trimestrale per scelta deve aumentare dell'1% l'IVA di ogni trimestre, a titolo di interessi. Se nel trimestre hai 10.000 euro di IVA a debito, ne versi 10.100. L'1% si applica anche sull'IVA del quarto trimestre che finisce nel saldo annuale, mentre non si applica all'acconto di dicembre.
In cambio tieni l'IVA sul conto più a lungo e fai quattro liquidazioni l'anno invece di dodici. Attenzione però a non scambiarla per liquidità tua: quei soldi sono già dell'Erario, e conviene metterli da parte a ogni incasso.
Le scadenze dei versamenti
| Periodo | Scadenza del versamento | Codice tributo |
|---|---|---|
| 1° trimestre (gennaio-marzo) | 16 maggio | 6031 |
| 2° trimestre (aprile-giugno) | 20 agosto | 6032 |
| 3° trimestre (luglio-settembre) | 16 novembre | 6033 |
| 4° trimestre (ottobre-dicembre) | 16 marzo dell'anno dopo, col saldo annuale | 6099 |
Il secondo trimestre scade il 20 agosto perché i versamenti che cadono tra il 1° e il 20 agosto si possono fare entro il 20 senza maggiorazioni. Quando una scadenza cade di sabato o in un giorno festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo: nel 2026 il 16 maggio era un sabato, e il primo trimestre si è pagato lunedì 18.
Il saldo annuale, quarto trimestre compreso, si può anche rateizzare, con un interesse dello 0,33% al mese sulle rate dopo la prima, oppure rinviare al 30 giugno pagando lo 0,40% per ogni mese o frazione di mese dopo il 16 marzo.
Se l'IVA di un trimestre non supera 100 euro, la puoi versare insieme a quella del trimestre successivo, ma comunque entro il 16 novembre. Per i mensili vale lo stesso limite di 100 euro, con termine ultimo il 16 dicembre.
Il versamento si fa con l'F24 e, per chi ha partita IVA, solo online: le strade possibili sono spiegate nell'articolo su come pagare l'F24 online.
L'acconto di dicembre
Entro il 27 dicembre si versa un acconto sull'IVA dell'ultimo periodo dell'anno. Nel 2026 il 27 cade di domenica, quindi la scadenza slitta a lunedì 28 dicembre.
Il metodo più usato è quello storico: l'acconto è l'88% dell'IVA dovuta per lo stesso periodo dell'anno prima. Per i mensili si guarda l'IVA di dicembre dell'anno precedente; per i trimestrali, quella dell'ultimo trimestre che risulta dalla dichiarazione annuale dell'anno prima. Se prevedi di dover pagare meno, puoi calcolare l'88% sulla stima dell'anno in corso; c'è poi un terzo metodo che guarda le operazioni fatte dal 1° al 20 dicembre. La scelta del metodo conviene farla col commercialista.
I codici tributo sono 6013 per i mensili e 6035 per i trimestrali. L'acconto non si versa se è inferiore a 103,29 euro, e quello che versi lo scali dall'IVA di dicembre se sei mensile o dal saldo annuale se sei trimestrale.
La comunicazione delle liquidazioni periodiche (LIPE)
La LIPE è un riepilogo dei conti IVA che mandi all'Agenzia ogni trimestre, in via telematica, anche tramite il commercialista. Non è un pagamento: dice all'Agenzia quanto hai liquidato, e l'Agenzia lo confronta con quello che hai versato. Riguarda anche chi liquida ogni mese, che manda i dati di tre mesi in una volta.
Le scadenze sono l'ultimo giorno del secondo mese dopo il trimestre, con un'eccezione d'estate:
- 1° trimestre: 31 maggio;
- 2° trimestre: 30 settembre;
- 3° trimestre: 30 novembre;
- 4° trimestre: fine febbraio dell'anno dopo, oppure dentro la dichiarazione IVA annuale se la presenti entro febbraio.
Anche qui sabati e festivi spostano la data: nel 2026 il 31 maggio era una domenica. Se la LIPE manca o è sbagliata, la sanzione va da 500 a 2.000 euro e si dimezza se la mandi, o la correggi, entro 15 giorni dalla scadenza.
Se un versamento ti è sfuggito, la strada per rimediare con sanzioni ridotte è il ravvedimento operoso: trovi come funziona e un esempio di calcolo nell'articolo sull'F24 pagato in ritardo.
Come ti aiuta Aurea
Aurea tiene i registri e il quadro IVA a partire dalle fatture che emetti e ricevi, recupera dal cassetto fiscale le quietanze degli F24 già pagati e prepara il file F24 pronto per l'invio. I dettagli sono nella pagina sull'F24.
